pastel de nata

O Boteco do Bonde Amarelo: un angolo di Portogallo nel cuore della Maddalena

Al mondo ci sono due tipi di persone: quelle che prima di uscire controllano sempre le previsioni del tempo e quelle che, invece, non sanno nemmeno se si scriva “meteorologia” o “metereologia”*. Io, in quanto degna rappresentate di quest’ultima categoria, cerco di farmi sorprendere dalla pioggia il più spesso possibile.
Ed è così che, in una mattina uggiosa di inizio maggio, mi sono imbattuta nel Boteco do Bonde Amarelo.

facciata del Boteco do Bonde Amarelo
Il bonde amarelo

Come spiegato sul loro sito, il boteco è un tipico luogo di ritrovo dei paesi di cultura lusitana, che mi ha fatto pensare fin da subito ai bacari veneziani. Il bonde amarelo è invece l’iconico tram giallo che attraversa le vie di Lisbona e Porto, e che troviamo immediatamente dipinto all’ingresso del ristorante. Un vero e proprio raggio di sole nel bel mezzo di via San Luca.

Un menù sempre diverso

Appena entrati nel locale si viene accolti da Marilia, chef e titolare del Boteco. Subito vi metterà a vostro agio, indicandovi il menù che si trova, come nella migliore tradizione, su una lavagnetta. Il motivo è molto semplice: i piatti cambiano piuttosto frequentemente, a seconda della disponibilità degli ingredienti, della stagione, ma anche semplicemente della creatività della cuoca.

Nel menù le pietanze classiche si alternano alle loro rivisitazioni in chiave moderna, soddisfando anche i palati più avventurosi. I piatti unici nascono dall’idea di proporre cibo salutare a un prezzo contenuto, da consumare durante la pausa pranzo al posto del solito, seppur buono, pezzo di focaccia. I petiscos, invece, potrebbero essere considerati come degli stuzzichini da mangiare da soli oppure come antipasto. Per quanto riguarda i dessert, i dolci presenti in menù appartengono alla tradizione lusitana.

interno del Boteco do Bonde Amarelo
L’interno del locale

Volendo assaggiare un po’ di tutto, ho arruolato il mio ragazzo, Simone, – che non dice mai di no quando c’è di mezzo del cibo – per il seguente tour de force gastronomico:

  • Polpette di baccalà con maionese all’aglio nero
  • Kibe (delle polpette di carne d’agnello e bulgur)
  • Baccalà alla Bras
  • Riso venere con baccalà e verdure
  • Pastel de nata
  • Cioccolato e Ginja

I petiscos

polpette di baccalà e maionese all'aglio, kibe con salsa yogurt
Sulla destra polpette di baccalà e maionese all’aglio nero, a sinistra kibe con salsa yogurt

Le polpette di baccalà erano decisamente fragranti, morbide all’interno ma con una panatura croccante e asciutta. La maionese all’aglio nero completa il piatto con il suo gusto delicato, leggermente agrodolce.

Del kibe ho apprezzato molto la freschezza della menta presente nell’impasto. La carne era molto saporita e, anche in questo caso, la frittura leggera. Le porzioni sono piuttosto abbondanti: con due o tre si può fare sicuramente un pasto come si deve.

I piatti unici

Il punto forte del Boteco è, senza ombra di dubbio, il piatto unico in tutte le sue diverse declinazioni. Noi abbiamo optato per una ricetta della tradizione e per una che in parte se ne discosta.

Baccalà alla Bras
Baccalà alla Bras

Il baccalà alla Bras prende il nome dal suo inventore, proprietario di una taverna a Lisbona, ed è composto da pochi gustosi ingredienti: baccalà dissalato, uova, cipolla e patatine sottili, con un’aggiunta finale di olive nere e prezzemolo. Il pesce era tenero e la consistenza quasi cremosa, anche grazie all’aggiunta di olio extra vergine di alta qualità.

Io ho preferito buttarmi sul piatto di riso venere con baccalà e verdure. Ho apprezzato moltissimo il modo in cui tutti i sapori risultavano perfettamente combinati: la freschezza delle verdure, alcune crude, altre leggermente cotte, esalta allo stesso tempo la sapidità del baccalà e l’aroma peculiare del riso.

Riso venere con baccalà e verdure
Riso venere con baccalà e verdure
bottiglia di birra brasiliana Brahma

Abbiamo accompagnato il tutto con una birra brasiliana, ma la scelta era ampia anche per quanto riguarda le bevande. Nonostante la maggior parte dei vini bianchi e rossi disponibili in quel periodo fosse di origine italiana, ci è stato assicurato che presto sarebbero arrivate bottiglie particolari direttamente dal Portogallo.

I dolci

Mi sembrava quasi di poter sentire il mio stomaco implorare pietà, ma, purtroppo per lui, una massima per la quale cerco di vivere è “c’è sempre spazio per il dolce”. La scelta è stata ardua, ma alla fine ho capitolato per il pastel de nata, un dolce tipico del Portogallo. Si tratta di una sorta di tortino di pasta sfoglia con un semplice ripieno di uova, farina e zucchero. Marilia mi ha proposto un’aggiunta di cannella che ho accettato al volo, ed è stata così gentile da farmelo scaldare per gustarlo come se fosse stato appena tolto dal forno.

Per finire in bellezza, il Ginja, un liquore all’amarena, ci è stato servito in un bicchierino di cialda ricoperta di cioccolato. Una degna conclusione per un pranzo da leccarsi i baffi.

Un occhio all’ambiente

Sebbene il locale disponga di diversi tavoli e sedute, per motivi puramente legali il Boteco può servire le sue prelibatezze solo con stoviglie usa e getta. La nota positiva è che tutto è riciclabile, dai piatti alle posate, ed è possibile occuparsi personalmente dello smaltimento grazie ai bidoncini predisposti.

Un piccolo esempio di grande cucina

L’esperienza al Boteco do Bonde Amarelo è stata in assoluto una delle mie preferite. L’atmosfera calda e conviviale fa venire voglia di fermarsi lì e poi, una volta usciti, di ritornarci. Al di là della bontà dei singoli piatti, la cosa che più mi ha colpito è la passione di Marilia e delle altre cuoche per quello che fanno. Cucinare diventa un atto d’amore per la propria cultura così come per le persone che assaggiano il prodotto a lavoro finito. Molte realtà simili sono nascoste tra i contorti carruggi di Genova, e il Boteco ne è, a mio parere, il più valido rappresentante.


* Comunque, per la cronaca, il termine corretto è “meteorologia”.

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